VentiseiClub N°01 - Sirio

La prima volta, la prima storia
Del coraggio di perdersi per ritrovarsi

Prima di cominciare la lettura, ti consiglio questa canzone di sottofondo: Je te laisserai des mots di Patrick Watson.

Ho pensato a lungo cosa scrivere. Volevo trovare le parole più belle per raccontarvi la prima storia di Ventisei.

Eppure più ci pensavo, più scorrevo tra i ricordi, più riuscivo a sentire solo tanta e immensa gratitudine.

Un pomeriggio di Giugno, sotto un cielo plumbeo, ho conosciuto Sirio. Era lì, davanti a me,  dolce e con un coraggio immenso.

Ci siamo conosciuti per caso. Su un social, come capita al giorno d’oggi. Gli ho scritto parlandogli del progetto. Allora era solo un’idea. Vedersi vis-à-vis, nonostante le intemperie -“dai vediamoci lo stesso”-  ha poi reso tutto così dannatamente vivo. Ci siamo raccontati nel modo più sincero che due estranei potessero fare. E io, di questo, gli sarò per sempre riconoscente.

Non ho la pretesa di raccontarvi chi è Sirio, ma vorrei che anche voi poteste sentire ogni singola vibrazione che è capace di emanare e di quanto coraggio ci sia in quel suo sorriso timido.

๏๏๏

Il tuo nome è la chiave di lettura che preferisco per conoscerti. Parla di te, di chi sei stato per essere. Come nasce “Sirio”?
Sirio nasce il 13 settembre 2017. Nasce da un’evoluzione del mio vecchio nome (Serena) e del mio vecchio nickname (Siri), al quale ho aggiunto una "o". Questo nome nasce da una mia voglia di preservare quello che è il mio passato senza rinnegarlo, per portarlo con me modificandolo per starmi meglio "addosso".

“Io non sono”, “Io non mi sento”. Capire di non-essere è un percorso che richiede coraggio. Hai un ricordo in particolare al quale sei affezionato?
Quando ero piccolo non ho mai pensato a me né come maschio né come femmina: ero perfettamente non binario, sapevo già quello che non ero. Il ricordo che poi mi riaccende questa sensazione di non binarietà è questo: avevo sei o sette anni, stavo giocando in un parco dietro casa dei miei nonni a Reggio Emilia. Ho questa scena stampata in mente di me che mi arrampico su di un albero, senza ansia, senza paura e con un’immensa sensazione di libertà. Questa scena, per me, è il simbolo del mio non voler essere messo in nessuna scatola, di non voler scegliere se giocare con le bambine o con i bambini, ma scegliere un'altra strada che mi facesse sentire libero di essere.

 

Disforia di genere: che cos’è e cosa ha significato per te?
La Disforia di genere è una condizione psicologica per la quale l'immagine che la persona ha di sé non combacia con il proprio sesso biologico. Per me disforia significa sofferenza, disagio, odio, scoperta e opportunità di crescita.

 

C’è molta confusione a riguardo, ma oltre il percorso di transizione difficile già di per sé, c’è anche un percorso burocratico altrettanto spinoso e lungo. Puoi parlarcene?
La transizione in Italia si divide in varie fasi, la fase psicologica, medica / ormonale, giuridica per poi arrivare al cambio dei documenti e alle eventuali operazioni. Bisogna prima rivolgersi in un centro specializzato in Disforia di genere per ottenere una relazione in cui vi si attesti la medesima condizione. Una volta ottenuta la relazione ci si può rivolgere ad un endocrinologo per iniziare a prendere gli ormoni e al tribunale per iniziare la causa per cambiare nome e sesso sui documenti. Una volta ottenuta la sentenza si può avere accesso alle operazioni qual ora una persona si senta di volerle fare, e al cambio dei documenti.

Ieri leggevo una frase, di quelle motivazionali “stile Pinterest”, nella quale però un po’ credo per davvero e forse vorrei farlo di più: “Provaci fin quando non sei fiero”. Tu, sei fiero?
Sono molto fiero di me. So quanto ho sofferto, so anche quante cose che quattro anni fa mi sembravano impossibili, poi sono riuscito a realizzare. Il mio obiettivo è di migliorarmi costantemente ma per il momento sono fiero della strada che ho percorso.

 

Durante il nostro caffè, abbiamo appurato che le etichette ci vanno davvero strette. Far parte di una community quale quella dell’LGBT quanto è stato importante in questo percorso?
La community secondo me è fondamentale. Crearsi uno spazio in cui ci si sente al sicuro è vitale per delle persone queer. Soprattutto nei primissimi momenti in cui si sta sperimentando con sé stessə è importantissimo ritrovarsi fra simili per potersi confrontare e supportare a vicenda.

 

Ancora una volta, grazie Sirio :)

 

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